Descrizione
Santa Maria al Monte è la chiesa dei Cappuccini sul colle che domina il Po, a Borgo Po, a pochi passi dal ponte Vittorio Emanuele I. Con il convento è uno dei panorami più noti su Torino: dal piazzale davanti alla chiesa la città si guarda dall'alto.
Il piazzale panoramico si apre sulla città. Nell'ala sud del convento, con ingresso proprio da lì, c'è il Museo Nazionale della Montagna, intitolato al Duca degli Abruzzi, legato al Club Alpino Italiano, che qui ha anche la sua biblioteca.
La chiesa, a pianta a croce greca, ha un alto tamburo ottagonale. La cupola di piombo originale non c'è più: durò fino al 1801. All'interno restano affreschi di Isidoro Bianchi del 1630-1633, un altare maggiore e statue lignee nelle nicchie.
Sulla collina, alta 325 metri, si sale da Borgo Po. Il posto controlla uno dei passaggi sul Po, ed è sempre stato strategico: lo usarono già i Romani, che nel I secolo a.C. vi dedicarono un tempietto a Giove.
Nel Medioevo ci furono una torre, la Bastita Taurini, e poi una fortezza: dal 1204 al 1314 fu un presidio dei Templari. Nel 1581 Carlo Emanuele I di Savoia ricomprò il colle e lo donò ai frati Cappuccini.
I lavori cominciarono nel 1583 e furono una corsa a ostacoli: due epidemie di peste, la mancanza di soldi, la guerra civile. Passarono Soldati, Ascanio Vitozzi, Carlo e Amedeo di Castellamonte.
La chiesa fu consacrata solo il 22 ottobre 1656, in occasione della visita di Cristina di Svezia, da poco convertita al cattolicesimo. Nel 1706, durante il noto assedio, i francesi non riuscirono a espugnare il colle, e colpirono soltanto la chiesa con una cannonata.
Nel 1799 le truppe austro-russe scelsero il colle come postazione per le artiglierie che avrebbero dovuto bombardare Torino, se i francesi, di nuovo in città, avessero resistito. Ancora oggi sul muro della chiesa sono conficcate due palle di cannone, una per il 1706 e una per quell'episodio.
Il piazzale panoramico si apre sulla città. Nell'ala sud del convento, con ingresso proprio da lì, c'è il Museo Nazionale della Montagna, intitolato al Duca degli Abruzzi, legato al Club Alpino Italiano, che qui ha anche la sua biblioteca.
La chiesa, a pianta a croce greca, ha un alto tamburo ottagonale. La cupola di piombo originale non c'è più: durò fino al 1801. All'interno restano affreschi di Isidoro Bianchi del 1630-1633, un altare maggiore e statue lignee nelle nicchie.
Sulla collina, alta 325 metri, si sale da Borgo Po. Il posto controlla uno dei passaggi sul Po, ed è sempre stato strategico: lo usarono già i Romani, che nel I secolo a.C. vi dedicarono un tempietto a Giove.
Nel Medioevo ci furono una torre, la Bastita Taurini, e poi una fortezza: dal 1204 al 1314 fu un presidio dei Templari. Nel 1581 Carlo Emanuele I di Savoia ricomprò il colle e lo donò ai frati Cappuccini.
I lavori cominciarono nel 1583 e furono una corsa a ostacoli: due epidemie di peste, la mancanza di soldi, la guerra civile. Passarono Soldati, Ascanio Vitozzi, Carlo e Amedeo di Castellamonte.
La chiesa fu consacrata solo il 22 ottobre 1656, in occasione della visita di Cristina di Svezia, da poco convertita al cattolicesimo. Nel 1706, durante il noto assedio, i francesi non riuscirono a espugnare il colle, e colpirono soltanto la chiesa con una cannonata.
Nel 1799 le truppe austro-russe scelsero il colle come postazione per le artiglierie che avrebbero dovuto bombardare Torino, se i francesi, di nuovo in città, avessero resistito. Ancora oggi sul muro della chiesa sono conficcate due palle di cannone, una per il 1706 e una per quell'episodio.