Mastio della Cittadella

Mastio della Cittadella

Giardino Andrea Guglielminetti. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Mastio della Cittadella è ciò che resta della grande fortezza pentagonale dei Savoia a Torino, nell'angolo sud-ovest del centro, tra corso Galileo Ferraris e via Cernaia. L'edificio d'ingresso, a due piani, è l'unica parte sopravvissuta alle demolizioni, ed è legato all'eroe dell'assedio del 1706, Pietro Micca.

La Cittadella fu voluta dal duca Emanuele Filiberto di Savoia, che aveva spostato la capitale da Chambéry a Torino e voleva difese moderne. Fu costruita tra il 1564 e il 1570 su disegno di Francesco Paciotto: per farle posto fu abbattuto un intero quartiere, con la chiesa dei Santi Martiri.

Era un pentagono con possenti bastioni ai vertici, circondato da un fossato asciutto: l'acqua non vi restava, per il forte drenaggio del terreno. Al centro c'era il Cisternone, un pozzo a doppia rampa elicoidale per rifornire l'acqua in caso di assedio. Una leggenda popolare racconta che le mura fossero riempite di colonne, lapidi e statue romane.

Sotto la fortezza si estendeva un fitto labirinto di gallerie, per le contromine. Nella notte tra il 29 e il 30 agosto 1706, durante l'assedio dell'esercito franco-spagnolo, il soldato minatore biellese Pietro Micca si fece esplodere con circa venti chili di polvere per far crollare un passaggio e fermare il nemico.

Quasi tutte le gallerie sono rimaste intatte e fanno parte del retrostante Museo Civico Pietro Micca e dell'Assedio di Torino del 1706. Davanti ai giardinetti del Mastio, verso corso Galileo Ferraris, una statua in marmo di Giuseppe Cassano ricorda l'eroe dal 1864.

Nel 1799 il Mastio ospitò per breve tempo papa Pio VI, in viaggio verso la Francia e l'esilio. Servì anche da prigione di Stato: nel 1748 vi morì lo storico napoletano Pietro Giannone, fatto arrestare da Carlo Emanuele III. Una lapide a destra dell'ingresso ricorda le esecuzioni dei valdesi del 1535.

Le tecniche d'assedio cambiarono e nell'Ottocento la fortezza diventò obsoleta. Nel 1856 si decise di demolirla del tutto, tranne il Mastio. Anche durante l'occupazione napoleonica, quando molte mura e bastioni furono abbattuti, il Mastio era stato risparmiato, riconoscendo la qualità dell'edificio.

L'edificio è sede del Museo storico nazionale dell'artiglieria. Nel 1961 davanti al Mastio fu esposto un grande cannone in bronzo del Quattrocento, la Bocca da fuoco turca, poi portato all'interno del museo nel 2008.

Da non perdere
• Il Mastio.
• La statua di Pietro Micca.
• Le gallerie del Museo Pietro Micca.

Lo sapevi?
• Nel 2001 le gallerie furono riempite di sacchi di sabbia per proteggerle dalle vibrazioni della talpa meccanica della metropolitana.
• I giardinetti compaiono nel film «I giorni dell'abbandono», tratto dal romanzo di Elena Ferrante.