Descrizione
La Mole Antonelliana è il simbolo di Torino: una torre di 167 metri nel centro storico, in via Montebello, con una cupola quadrata e una guglia sottile che si vede da mezza città. Dentro c'è il Museo nazionale del cinema, e in alto un panorama sulla città e sulle Alpi.
Chi ci va per la vista sale con l'ascensore panoramico: la cabina trasparente sale al centro dell'atrio in circa un minuto, attraversando la cupola nel vuoto, fino al Tempietto, a 85 metri. La corsa è già metà dell'esperienza.
Dal balcone del Tempietto la vista abbraccia Torino a 360 gradi, con i tetti, i viali e le montagne sullo sfondo. Durante la salita si vede anche da vicino la cupola, con pareti spesse appena 12 centimetri.
Dentro, il Museo nazionale del cinema occupa l'edificio dal 2000 con macchine ottiche, lanterne magiche e pezzi dai set dei primi film. Merita una visita a parte, ma anche un solo sguardo verso l'alto dall'atrio vale la salita.
Fuori, sul fianco sud, c'è Il volo dei numeri di Mario Merz: l'inizio della serie matematica di Fibonacci, in numeri luminosi che salgono verso il cielo, tra le Luci d'Artista della città.
Doveva essere una sinagoga di 47 metri. Nel 1863 la comunità ebraica affidò il progetto ad Alessandro Antonelli, che continuò ad alzarlo mentre i costi salivano. Nel 1869, senza più fondi, la comunità fece chiudere il cantiere con un tetto provvisorio a 70 metri.
Nel 1873 il Comune si prese l'edificio in cambio di un terreno a San Salvario, dove sorge l'attuale sinagoga, e Antonelli ricominciò a salire. Lavorò alla Mole fino alla morte, nel 1888: quasi novantenne si faceva issare a decine di metri con una specie di ascensore a carrucola, per controllare i lavori di persona.
Fu inaugurata il 10 aprile 1889, dieci giorni dopo la Torre Eiffel, ed era l'edificio in muratura più alto del mondo. Nietzsche la definì «forse l'opera architettonica più geniale mai realizzata».
Il cielo però non l'ha mai lasciata in pace. Nel 1904 un nubifragio abbatté il Genio Alato in cima. Nel 1953 una tromba d'aria spezzò 47 metri di guglia, che precipitarono nel giardino della sede RAI.
Da non perdere
• L'ascensore panoramico.
• Il Tempietto.
• Il Museo nazionale del cinema.
• Il volo dei numeri.
Lo sapevi?
• I torinesi hanno sempre scambiato il Genio Alato per un angelo. La statua caduta si conserva ancora dentro la Mole.
• La stella in cima, di 2,4 metri di diametro, ha dodici punte: quella originale ne aveva cinque.
Chi ci va per la vista sale con l'ascensore panoramico: la cabina trasparente sale al centro dell'atrio in circa un minuto, attraversando la cupola nel vuoto, fino al Tempietto, a 85 metri. La corsa è già metà dell'esperienza.
Dal balcone del Tempietto la vista abbraccia Torino a 360 gradi, con i tetti, i viali e le montagne sullo sfondo. Durante la salita si vede anche da vicino la cupola, con pareti spesse appena 12 centimetri.
Dentro, il Museo nazionale del cinema occupa l'edificio dal 2000 con macchine ottiche, lanterne magiche e pezzi dai set dei primi film. Merita una visita a parte, ma anche un solo sguardo verso l'alto dall'atrio vale la salita.
Fuori, sul fianco sud, c'è Il volo dei numeri di Mario Merz: l'inizio della serie matematica di Fibonacci, in numeri luminosi che salgono verso il cielo, tra le Luci d'Artista della città.
Doveva essere una sinagoga di 47 metri. Nel 1863 la comunità ebraica affidò il progetto ad Alessandro Antonelli, che continuò ad alzarlo mentre i costi salivano. Nel 1869, senza più fondi, la comunità fece chiudere il cantiere con un tetto provvisorio a 70 metri.
Nel 1873 il Comune si prese l'edificio in cambio di un terreno a San Salvario, dove sorge l'attuale sinagoga, e Antonelli ricominciò a salire. Lavorò alla Mole fino alla morte, nel 1888: quasi novantenne si faceva issare a decine di metri con una specie di ascensore a carrucola, per controllare i lavori di persona.
Fu inaugurata il 10 aprile 1889, dieci giorni dopo la Torre Eiffel, ed era l'edificio in muratura più alto del mondo. Nietzsche la definì «forse l'opera architettonica più geniale mai realizzata».
Il cielo però non l'ha mai lasciata in pace. Nel 1904 un nubifragio abbatté il Genio Alato in cima. Nel 1953 una tromba d'aria spezzò 47 metri di guglia, che precipitarono nel giardino della sede RAI.
Da non perdere
• L'ascensore panoramico.
• Il Tempietto.
• Il Museo nazionale del cinema.
• Il volo dei numeri.
Lo sapevi?
• I torinesi hanno sempre scambiato il Genio Alato per un angelo. La statua caduta si conserva ancora dentro la Mole.
• La stella in cima, di 2,4 metri di diametro, ha dodici punte: quella originale ne aveva cinque.