Descrizione
Il Borgo Medievale è un villaggio del Quattrocento costruito nel 1884 nel parco del Valentino, lungo il Po, con una via principale di case, botteghe, una chiesa, una piazza con la fontana e in cima la Rocca, un castello. Non è antico: è una ricostruzione, fatta così bene che sembra vera.
Fu il padiglione dell'Esposizione generale italiana del 1884 e, a differenza degli altri, fu costruito per durare. Lo guidò l'architetto portoghese Alfredo d'Andrade, con un gruppo di artisti e studiosi, prendendo a modello edifici del Piemonte e della Valle d'Aosta.
La via maestra è piena di dettagli: case, fontane, piazzette e circa 500 stemmi di famiglie come i Savoia, i Challant, i Monferrato e i Saluzzo. La fontana all'ingresso segue un modello della Valle di Susa. L'unico elemento davvero quattrocentesco è il pozzo del cortile di Avigliana.
Nelle botteghe, già dal 1884, lavoravano il vasaio, la tessitrice, lo speziale, il falegname e il fabbro. Oggi sono ancora attive quelle del fabbro e dello stampatore.
La Rocca è ispirata ai castelli piemontesi e valdostani, come Fénis, Verrès, Ivrea e Montalto. Dentro, mobili e oggetti furono riprodotti per far credere che ci viva una famiglia: cucine, sala da pranzo, camera con letto a baldacchino, sala baronale, oratorio, cappella.
La sala baronale è una copia della sala degli Spagnoli del castello della Manta, a Saluzzo. La camera da letto si ispira alla camera del re di Francia del castello di Issogne. Nei sotterranei c'erano le prigioni.
Il 27 aprile 1884 re Umberto I e la regina Margherita ricevettero qui le chiavi della Rocca: una cerimonia identica a quella del 15 maggio 1469, quando i duchi Amedeo IX e Iolanda di Savoia avevano ricevuto le chiavi del castello.
Il Borgo sorge su un'area di 8.500 metri quadrati ed è circondato da mura e fortificazioni. La prima pietra fu posata il 6 giugno 1883, e il progetto era nato un anno prima, quando si era immaginato un padiglione ispirato a vari stili d'Italia.
Fu il padiglione dell'Esposizione generale italiana del 1884 e, a differenza degli altri, fu costruito per durare. Lo guidò l'architetto portoghese Alfredo d'Andrade, con un gruppo di artisti e studiosi, prendendo a modello edifici del Piemonte e della Valle d'Aosta.
La via maestra è piena di dettagli: case, fontane, piazzette e circa 500 stemmi di famiglie come i Savoia, i Challant, i Monferrato e i Saluzzo. La fontana all'ingresso segue un modello della Valle di Susa. L'unico elemento davvero quattrocentesco è il pozzo del cortile di Avigliana.
Nelle botteghe, già dal 1884, lavoravano il vasaio, la tessitrice, lo speziale, il falegname e il fabbro. Oggi sono ancora attive quelle del fabbro e dello stampatore.
La Rocca è ispirata ai castelli piemontesi e valdostani, come Fénis, Verrès, Ivrea e Montalto. Dentro, mobili e oggetti furono riprodotti per far credere che ci viva una famiglia: cucine, sala da pranzo, camera con letto a baldacchino, sala baronale, oratorio, cappella.
La sala baronale è una copia della sala degli Spagnoli del castello della Manta, a Saluzzo. La camera da letto si ispira alla camera del re di Francia del castello di Issogne. Nei sotterranei c'erano le prigioni.
Il 27 aprile 1884 re Umberto I e la regina Margherita ricevettero qui le chiavi della Rocca: una cerimonia identica a quella del 15 maggio 1469, quando i duchi Amedeo IX e Iolanda di Savoia avevano ricevuto le chiavi del castello.
Il Borgo sorge su un'area di 8.500 metri quadrati ed è circondato da mura e fortificazioni. La prima pietra fu posata il 6 giugno 1883, e il progetto era nato un anno prima, quando si era immaginato un padiglione ispirato a vari stili d'Italia.