Descrizione
Il Museo nazionale del cinema occupa l'interno della Mole Antonelliana, a Torino, e racconta la storia del cinema dalle origini ai giorni nostri con un percorso a spirale che sale verso la cupola. Non è un museo di vetrine: si guarda, si prova e ci si sdraia.
È una visita per tutti, anche per chi non è cinefilo. Scenografie, proiezioni e giochi di luce, un allestimento dello scenografo svizzero François Confino, rendono comprensibile come nasce un film e perché il cinema ci incanta.
Si comincia con l'Archeologia del Cinema: teatri d'ombre, scatole ottiche e lanterne magiche, da provare con le mani, mostrano cosa c'era prima dei film. Otto aree tematiche fanno capire gli spettacoli ottici che hanno preparato la nascita del cinema.
Il cuore spettacolare è l'Aula del Tempio, sotto la cupola: qui si assiste alle proiezioni distesi sulle chaise longue, con intorno aree dedicate ai grandi generi del cinema, un angolo su Torino «città del cinema» e uno su Cabiria, capolavoro del muto italiano.
Dall'Aula parte la Rampa elicoidale, che sale verso la cupola srotolandosi come una pellicola: ospita le mostre temporanee e dall'alto si guarda l'Aula sotto di sé. Lungo la salita c'è La Macchina del Cinema, che mostra studi, regia, sceneggiatura, star system, costumi e scenografie.
In cima si arriva alla Galleria dei Manifesti, con i poster del cinema italiano e internazionale e l'evoluzione della grafica pubblicitaria.
Tutto cominciò nel 1941 con una donna testarda, la studiosa piemontese Maria Adriana Prolo. Voleva un museo del cinema italiano e si mise a raccogliere cimeli, con l'aiuto di pionieri come Giovanni Pastrone, il regista di Cabiria.
Il primo magazzino fu proprio una sala della Mole. Ma nel 1953 una tromba d'aria danneggiò l'edificio e il sogno di sistemarsi lì sfumò. Il museo aprì a Palazzo Chiablese nel 1958, chiuse per sicurezza nel 1983 e sopravvisse nei piccoli spazi del Cinema Massimo.
Prolo morì nel 1991, senza vedere la sede definitiva. Il 19 luglio 2000 il museo fu inaugurato nella Mole: in cinque anni e mezzo superò i due milioni di visitatori.
Da non perdere
• L'Aula del Tempio.
• La Rampa elicoidale.
• L'Archeologia del Cinema.
• La Galleria dei Manifesti.
Lo sapevi?
• Nel 2024 qui ha aperto la Video Game Zone, uno dei primi spazi al mondo dedicati ai videogiochi in un museo.
• Il film «Dopo mezzanotte» di Davide Ferrario, del 2004, è ambientato qui dentro.
È una visita per tutti, anche per chi non è cinefilo. Scenografie, proiezioni e giochi di luce, un allestimento dello scenografo svizzero François Confino, rendono comprensibile come nasce un film e perché il cinema ci incanta.
Si comincia con l'Archeologia del Cinema: teatri d'ombre, scatole ottiche e lanterne magiche, da provare con le mani, mostrano cosa c'era prima dei film. Otto aree tematiche fanno capire gli spettacoli ottici che hanno preparato la nascita del cinema.
Il cuore spettacolare è l'Aula del Tempio, sotto la cupola: qui si assiste alle proiezioni distesi sulle chaise longue, con intorno aree dedicate ai grandi generi del cinema, un angolo su Torino «città del cinema» e uno su Cabiria, capolavoro del muto italiano.
Dall'Aula parte la Rampa elicoidale, che sale verso la cupola srotolandosi come una pellicola: ospita le mostre temporanee e dall'alto si guarda l'Aula sotto di sé. Lungo la salita c'è La Macchina del Cinema, che mostra studi, regia, sceneggiatura, star system, costumi e scenografie.
In cima si arriva alla Galleria dei Manifesti, con i poster del cinema italiano e internazionale e l'evoluzione della grafica pubblicitaria.
Tutto cominciò nel 1941 con una donna testarda, la studiosa piemontese Maria Adriana Prolo. Voleva un museo del cinema italiano e si mise a raccogliere cimeli, con l'aiuto di pionieri come Giovanni Pastrone, il regista di Cabiria.
Il primo magazzino fu proprio una sala della Mole. Ma nel 1953 una tromba d'aria danneggiò l'edificio e il sogno di sistemarsi lì sfumò. Il museo aprì a Palazzo Chiablese nel 1958, chiuse per sicurezza nel 1983 e sopravvisse nei piccoli spazi del Cinema Massimo.
Prolo morì nel 1991, senza vedere la sede definitiva. Il 19 luglio 2000 il museo fu inaugurato nella Mole: in cinque anni e mezzo superò i due milioni di visitatori.
Da non perdere
• L'Aula del Tempio.
• La Rampa elicoidale.
• L'Archeologia del Cinema.
• La Galleria dei Manifesti.
Lo sapevi?
• Nel 2024 qui ha aperto la Video Game Zone, uno dei primi spazi al mondo dedicati ai videogiochi in un museo.
• Il film «Dopo mezzanotte» di Davide Ferrario, del 2004, è ambientato qui dentro.