Descrizione
Il Museo di Antichità è il museo archeologico di Torino, erede del Regio Museo di Antichità fondato nel 1724 e quindi uno dei più antichi musei archeologici d'Europa. Le sue collezioni sono nella Galleria Archeologica della Manica Nuova di Palazzo Reale, accanto ai resti del teatro romano.
Il museo ha tre sezioni. La Galleria Archeologica raccoglie statue greche e romane, antichità cipriote, preistoriche, protostoriche ed etrusche, e ceramiche dalla Grecia e dalla Magna Grecia, con le raccolte storiche dei Savoia.
La sezione Archeologia del Territorio racconta con oggetti e scavi il popolamento stabile del Piemonte, dal Mesolitico e dal Paleolitico in avanti. Al museo è legato anche il tesoro di Marengo, un insieme di argenti romani scoperti a Marengo.
La sezione Archeologia di Torino è dedicata alla lunga storia della città. Le sale sono affacciate sui resti del teatro dell'antica Augusta Taurinorum, e i mosaici trovati nella Casa del Delfino, nel Quadrilatero Romano, arricchiscono la collezione.
La prima raccolta di antichità si deve a Emanuele Filiberto di Savoia, che nel 1572 mise sculture, una biblioteca e un museo nel Teatro ducale. Il suo successore Carlo Emanuele I la ampliò con oggetti del Piemonte e degli Stati sabaudi.
Quella collezione ebbe vita dura: nel 1658 un incendio distrusse la galleria che la ospitava e un altro, nel 1811, quella che la sostituì. Di quella raccolta non resta che un inventario sommario del 1631.
Nel 1723 le demolizioni nel centro di Torino portarono alla luce molte vestigia dell'antica Augusta Taurinorum. Vittorio Amedeo II affidò a Scipione Maffei le lapidi, e nel 1724 nacque il Regio Museo di Antichità, nel palazzo della Regia Università.
I francesi lo portarono via, e ne restituirono solo una parte nel 1815. Dal 1832 le antichità furono riunite al Museo Egizio nel Palazzo dell'Accademia delle Scienze, fino alla separazione del 1940. Nel 2022 le collezioni sono state riallestite nella Galleria Archeologica.
Il museo ha tre sezioni. La Galleria Archeologica raccoglie statue greche e romane, antichità cipriote, preistoriche, protostoriche ed etrusche, e ceramiche dalla Grecia e dalla Magna Grecia, con le raccolte storiche dei Savoia.
La sezione Archeologia del Territorio racconta con oggetti e scavi il popolamento stabile del Piemonte, dal Mesolitico e dal Paleolitico in avanti. Al museo è legato anche il tesoro di Marengo, un insieme di argenti romani scoperti a Marengo.
La sezione Archeologia di Torino è dedicata alla lunga storia della città. Le sale sono affacciate sui resti del teatro dell'antica Augusta Taurinorum, e i mosaici trovati nella Casa del Delfino, nel Quadrilatero Romano, arricchiscono la collezione.
La prima raccolta di antichità si deve a Emanuele Filiberto di Savoia, che nel 1572 mise sculture, una biblioteca e un museo nel Teatro ducale. Il suo successore Carlo Emanuele I la ampliò con oggetti del Piemonte e degli Stati sabaudi.
Quella collezione ebbe vita dura: nel 1658 un incendio distrusse la galleria che la ospitava e un altro, nel 1811, quella che la sostituì. Di quella raccolta non resta che un inventario sommario del 1631.
Nel 1723 le demolizioni nel centro di Torino portarono alla luce molte vestigia dell'antica Augusta Taurinorum. Vittorio Amedeo II affidò a Scipione Maffei le lapidi, e nel 1724 nacque il Regio Museo di Antichità, nel palazzo della Regia Università.
I francesi lo portarono via, e ne restituirono solo una parte nel 1815. Dal 1832 le antichità furono riunite al Museo Egizio nel Palazzo dell'Accademia delle Scienze, fino alla separazione del 1940. Nel 2022 le collezioni sono state riallestite nella Galleria Archeologica.