Descrizione
Il Museo Egizio di Torino ha sede nel palazzo seicentesco dell'Accademia delle Scienze, opera di Guarino Guarini, e custodisce oltre 40.000 reperti dell'antico Egitto, dal paleolitico all'epoca copta. Fondato nel 1824, è il più antico museo al mondo interamente dedicato all'Egitto.
È una visita per chi ama l'archeologia, ma anche per chi non ci ha mai pensato: il percorso, su cinque piani, è cronologico e segue la storia dei faraoni e della vita di ogni giorno. Nel 2015 il museo è stato rinnovato e la sua superficie espositiva più che raddoppiata, con un allestimento di Dante Ferretti.
Tra i pezzi più amati c'è la tomba di Kha e Merit, scoperta da Ernesto Schiaparelli nel 1906: una coppia egizia accompagnata dal suo corredo, con gli oggetti di uso quotidiano per la vita dopo la morte.
Lo Statuario riunisce faraoni e dei di pietra, tra cui la statua di Seti II, che pesa cinque tonnellate. Il tempio di Ellesija, scavato nella roccia, fu salvato dalle acque del Lago Nasser e oggi è esposto nel museo.
Tra i papiri, il Papiro dei re è una delle fonti più importanti sulla sequenza dei sovrani egizi, e il Libro dei morti di Iuefankh è lungo più di 18 metri. Ci sono anche ventiquattro mummie umane e diciassette animali.
Un piemontese al servizio di Napoleone mette insieme in Egitto migliaia di statue, mummie e papiri. Prova a venderli alla Francia, che dice no. Allora li offre al re di Sardegna. Era il console Bernardino Drovetti, e nel 1824 Carlo Felice comprò tutto per 400.000 lire.
Nacque così il primo museo egizio del mondo. Quando le casse arrivarono a Torino, ad aprirle c'era un ospite speciale: Jean-François Champollion, l'uomo che aveva decifrato i geroglifici.
La passione dei Savoia per l'Egitto era cominciata prima, con una tavoletta di bronzo, la Mensa isiaca, che Carlo Emanuele I comprò nel 1628. Dal 1894 il direttore Ernesto Schiaparelli condusse di persona almeno quindici campagne di scavo, e le collezioni crebbero fino ai numeri di oggi.
Da non perdere
• La tomba di Kha e Merit.
• Lo Statuario.
• Il tempio di Ellesija.
• Il Papiro dei re.
Lo sapevi?
• Nel 2022 il museo ha aperto un giardino botanico con la flora dell'antico Egitto, visitabile gratuitamente.
• Il primo nucleo della collezione fu una tavoletta di bronzo, la Mensa isiaca, arrivata a Torino intorno al 1630: da allora gli studiosi non l'hanno più lasciata in pace.
È una visita per chi ama l'archeologia, ma anche per chi non ci ha mai pensato: il percorso, su cinque piani, è cronologico e segue la storia dei faraoni e della vita di ogni giorno. Nel 2015 il museo è stato rinnovato e la sua superficie espositiva più che raddoppiata, con un allestimento di Dante Ferretti.
Tra i pezzi più amati c'è la tomba di Kha e Merit, scoperta da Ernesto Schiaparelli nel 1906: una coppia egizia accompagnata dal suo corredo, con gli oggetti di uso quotidiano per la vita dopo la morte.
Lo Statuario riunisce faraoni e dei di pietra, tra cui la statua di Seti II, che pesa cinque tonnellate. Il tempio di Ellesija, scavato nella roccia, fu salvato dalle acque del Lago Nasser e oggi è esposto nel museo.
Tra i papiri, il Papiro dei re è una delle fonti più importanti sulla sequenza dei sovrani egizi, e il Libro dei morti di Iuefankh è lungo più di 18 metri. Ci sono anche ventiquattro mummie umane e diciassette animali.
Un piemontese al servizio di Napoleone mette insieme in Egitto migliaia di statue, mummie e papiri. Prova a venderli alla Francia, che dice no. Allora li offre al re di Sardegna. Era il console Bernardino Drovetti, e nel 1824 Carlo Felice comprò tutto per 400.000 lire.
Nacque così il primo museo egizio del mondo. Quando le casse arrivarono a Torino, ad aprirle c'era un ospite speciale: Jean-François Champollion, l'uomo che aveva decifrato i geroglifici.
La passione dei Savoia per l'Egitto era cominciata prima, con una tavoletta di bronzo, la Mensa isiaca, che Carlo Emanuele I comprò nel 1628. Dal 1894 il direttore Ernesto Schiaparelli condusse di persona almeno quindici campagne di scavo, e le collezioni crebbero fino ai numeri di oggi.
Da non perdere
• La tomba di Kha e Merit.
• Lo Statuario.
• Il tempio di Ellesija.
• Il Papiro dei re.
Lo sapevi?
• Nel 2022 il museo ha aperto un giardino botanico con la flora dell'antico Egitto, visitabile gratuitamente.
• Il primo nucleo della collezione fu una tavoletta di bronzo, la Mensa isiaca, arrivata a Torino intorno al 1630: da allora gli studiosi non l'hanno più lasciata in pace.