Palazzo Bricherasio

Palazzo Bricherasio

Via Giuseppe Luigi Lagrange, 20. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Bricherasio è un elegante palazzo neoclassico del centro di Torino, in via Lagrange, a pochi passi da Piazza San Carlo e da via Roma. Ha una storia da romanzo: qui, nel 1899, un gruppo di aristocratici firmò l'atto di nascita della Fiat.

Fino al Novecento fu casa dei conti Cacherano di Bricherasio. Nel 1855 il palazzo passò alla famiglia, e il conte Luigi Baldassarre lo fece rimaneggiare in stile neoclassico su progetto di Barnaba Panizza. Fu lui a dargli l'aspetto sobrio di oggi: pianta quadrata, facciate grigio chiaro, finestre con timpani e semicolonne a bugnato.

La storia più famosa è quella di Emanuele di Bricherasio, affascinato dalle invenzioni meccaniche di Francia e Germania. Il 1º luglio 1899 convocò a palazzo notabili torinesi e nel suo studio al primo piano firmò, tra i soci fondatori, l'atto di una società che si sarebbe chiamata F.I.A.T. Ne divenne vicepresidente.

L'episodio fu ritratto da Lorenzo Delleani in un dipinto commissionato proprio da lui. Emanuele morì nel 1904, a soli trentacinque anni, in circostanze mai chiarite.

Sua sorella Sofia, pittrice e allieva prediletta di Delleani, fece del palazzo uno dei salotti culturali più vivaci della città. Passavano da qui lo scrittore Edmondo De Amicis, lo scultore Leonardo Bistolfi e il musicista Arturo Toscanini.

Sofia, ultima della famiglia e senza eredi, alla sua morte, nel 1950, lasciò il palazzo alla Piccola opera della Divina Provvidenza di don Orione. Divenne una scuola di ricamo per ragazze disagiate e poi, fino alla metà degli anni ottanta, un istituto tecnico per periti meccanici.

Dentro, il pezzo più bello è lo scalone dei putti, in legno dorato e ottone, opera di Barnaba Panizza. Si salvò dalle trasformazioni, come un paio di saloni in stile settecentesco decorati da Rodolfo Morgari, mentre una grande scala ellittica con l'ascensore in vetro è un'aggiunta dei restauri dei primi anni novanta.

Nel 1994 il palazzo fu restaurato e diventò sede della Fondazione Palazzo Bricherasio, con mostre di rilievo internazionale per circa quindici anni. Per una di queste, Christo e Jeanne-Claude impacchettarono l'intero scalone nobile.

Sul lato nord, tre alte finestre ad arco si aprono su una balconata con lo stemma dei Cacherano di Bricherasio. Nel patio davanti, coperto da una struttura poliedrica in acciaio e vetro, c'è una caffetteria: un contrasto vivace con il palazzo ottocentesco alle sue spalle.

Da non perdere
• Lo scalone dei putti.
• I saloni di Rodolfo Morgari.
• La balconata con lo stemma.

Lo sapevi?
• Il palazzo ospitò dal 1849 al 1851 lo scrittore Giovanni Berchet, morto qui in esilio: una lapide lo ricorda.
• Il giardino della residenza sparì negli anni Trenta, con il rifacimento di via Roma.