Palazzo Carignano

Palazzo Carignano

Via dell'Accademia delle Scienze 5. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Carignano è uno dei palazzi più importanti del centro di Torino, all'angolo di piazza Carignano: un edificio barocco con la facciata di mattoni che ondeggia come un'onda, in una città fatta di linee dritte e militari. Fa parte delle residenze sabaude dichiarate patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

Qui, al piano nobile, c'è il Museo nazionale del Risorgimento, e la visita vale per il palazzo stesso: ospitò il primo Parlamento italiano. Sopra il portone, una scritta ricorda un ospite famoso: «Qui nacque Vittorio Emanuele II».

Lo progettò Guarino Guarini per il principe Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano, detto «il Muto». I lavori partirono nel 1679. Le superfici in cotto, quasi grezze, trasformano le cornici delle finestre al primo piano in decorazioni complesse: un'eccezione nella Torino del Seicento.

Dentro, al piano terra, ci sono gli appartamenti dei principi, con le volte dipinte dal Legnanino con temi mitologici. Nell'ala di Mezzogiorno si trovano le «stanze dorate», così chiamate per le pareti in legno intagliato e dorato.

Un'altra parte del palazzo guarda piazza Carlo Alberto: è l'ampliamento ottocentesco, con una grande facciata eclettica in stile pseudorinascimentale, costruita tra il 1864 e il 1871 su progetto di Domenico Ferri.

La sua ora di gloria arrivò quasi due secoli dopo. Nel 1848 il salone delle feste fu trasformato nell'aula della Camera dei deputati subalpina, dichiarata monumento nazionale nel 1898. Qui Carlo Alberto concesse lo Statuto e, nel 1861, Vittorio Emanuele II proclamò la nascita del Regno d'Italia.

L'aula però era troppo piccola per il nuovo Parlamento, e si decise di raddoppiare il palazzo. Quando l'ampliamento fu finito, nel 1871, la capitale era già a Firenze e la nuova aula non servì mai.

Con la partenza della capitale il palazzo perse anche la sua identità di residenza: ci si fecero abitazioni private e le facoltà scientifiche dell'università. Solo negli anni Trenta fu liberato e restaurato, e dal 1939 ospita il Museo nazionale del Risorgimento.

Da non perdere, sulle cornici delle finestre, le decorazioni che celebrano le imprese dei Carignano: perfino una vittoria in Canada contro gli Irochesi, nel 1667.