Descrizione
Il Teatro Regio è il teatro d'opera di Torino, affacciato su piazza Castello, accanto al Palazzo Reale: una facciata settecentesca porticata e dietro una sala moderna degli anni Settanta, perché quella antica bruciò. È qui che si ascoltano lirica e balletto in città.
La facciata di Benedetto Alfieri è del Settecento e fa parte delle Residenze Sabaude, patrimonio Unesco dal 1997. Il teatro fu pensato come un'appendice della corte: il palco reale era collegato direttamente agli appartamenti dei Savoia da un lungo percorso di gallerie.
Dentro, la sala di Carlo Mollino ha la forma di un'ostrica semiaperta, disegnata dopo il 1965 e inaugurata il 10 aprile 1973 con I vespri siciliani, con la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Mollino morì pochi mesi dopo, il 27 agosto.
All'ingresso la cancellata scultorea di Umberto Mastroianni, in bronzo, è un'opera a sé, tanto da meritarsi un libro dedicato.
Il Regio aprì il 26 dicembre 1740 con Arsace di Francesco Feo, dopo soli due anni di lavori. La sala contava circa duemilacinquecento posti in platea, cinque ordini di palchi e il loggione, e venne ammirata dai viaggiatori del Grand Tour.
Fu così famoso che nel 1776 l'imperatore Giuseppe II ordinò all'architetto della Scala di Milano di guardare proprio al Regio di Torino, che aveva visto di persona nel 1769.
Qui andarono in scena, nel 1893, la Manon Lescaut di Puccini e, nel 1896, La bohème, diretta da Arturo Toscanini. Sul palco sono passati anche Luciano Pavarotti, Riccardo Muti e Roberto Bolle.
Il teatro ospitò anche il Nerone di Arrigo Boito, nel 1925, e, nel 1914, la prima di Francesca da Rimini di Zandonai, su libretto di Gabriele D'Annunzio.
Nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1936 un incendio distrusse la sala e il palcoscenico. Dopo molti progetti mai realizzati, tra cui una prima pietra posata nel 1962, per rivederlo aperto passarono trentasette anni. Nel 1995-1996 un restauro migliorò l'acustica, ma fece discutere perché cambiò il disegno di Mollino.
La facciata di Benedetto Alfieri è del Settecento e fa parte delle Residenze Sabaude, patrimonio Unesco dal 1997. Il teatro fu pensato come un'appendice della corte: il palco reale era collegato direttamente agli appartamenti dei Savoia da un lungo percorso di gallerie.
Dentro, la sala di Carlo Mollino ha la forma di un'ostrica semiaperta, disegnata dopo il 1965 e inaugurata il 10 aprile 1973 con I vespri siciliani, con la regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Mollino morì pochi mesi dopo, il 27 agosto.
All'ingresso la cancellata scultorea di Umberto Mastroianni, in bronzo, è un'opera a sé, tanto da meritarsi un libro dedicato.
Il Regio aprì il 26 dicembre 1740 con Arsace di Francesco Feo, dopo soli due anni di lavori. La sala contava circa duemilacinquecento posti in platea, cinque ordini di palchi e il loggione, e venne ammirata dai viaggiatori del Grand Tour.
Fu così famoso che nel 1776 l'imperatore Giuseppe II ordinò all'architetto della Scala di Milano di guardare proprio al Regio di Torino, che aveva visto di persona nel 1769.
Qui andarono in scena, nel 1893, la Manon Lescaut di Puccini e, nel 1896, La bohème, diretta da Arturo Toscanini. Sul palco sono passati anche Luciano Pavarotti, Riccardo Muti e Roberto Bolle.
Il teatro ospitò anche il Nerone di Arrigo Boito, nel 1925, e, nel 1914, la prima di Francesca da Rimini di Zandonai, su libretto di Gabriele D'Annunzio.
Nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1936 un incendio distrusse la sala e il palcoscenico. Dopo molti progetti mai realizzati, tra cui una prima pietra posata nel 1962, per rivederlo aperto passarono trentasette anni. Nel 1995-1996 un restauro migliorò l'acustica, ma fece discutere perché cambiò il disegno di Mollino.