Via Pietro Micca

Via Pietro Micca

Via Pietro Micca. (Apri Mappa)

Descrizione

Via Pietro Micca è la strada porticata che taglia in diagonale il centro storico di Torino, da Piazza Castello a Piazza Solferino. I torinesi la chiamano la «Diagonale»: una delle prime vie a rompere la scacchiera romana, con palazzi eclettici, portici e negozi.

Torino è una scacchiera dai tempi dei romani: strade dritte, incroci ad angolo retto. Tra Piazza Castello e Piazza Solferino però c'era un groviglio medievale di case senza aria e senza luce, e per risanarlo il Comune decise di tracciare una via obliqua. La commissione che la studiò comprendeva anche Alessandro Antonelli.

Si pensava che una diagonale accorciasse le distanze e animasse la monotonia della scacchiera. Fu progettata nel 1885, i lavori cominciarono nel 1886 e la via fu aperta nel maggio del 1897. Costò alla città oltre sei milioni di lire, e il risanamento del vecchio Quadrilatero continuò nelle vie vicine fino agli anni Trenta del Novecento.

I palazzi del lato nord, con i loro portici, furono pensati per residenze di lusso e negozi. Gli architetti furono Carlo Ceppi, Silvio Scacchetti, Giuseppe Tonta e Costantino Gilodi, autori delle testate su Piazza Castello e su Piazza Solferino.

All'incrocio con via San Tommaso c'è Palazzo Bellia, progettato da Carlo Ceppi: uno dei più bei esempi di eclettismo a Torino. Nel suo cantiere furono usate per la prima volta in città travi in calcestruzzo armato, nel 1894-95.

La chiesa di San Tommaso, del 1584, era d'intralcio alla nuova via. Si pensò di abbatterla, ma Carlo Ceppi si oppose, e alla fine il Comune decise di far arretrare la facciata di otto metri.

All'estremità occidentale, dove la via incontra via Botero e Piazza Solferino, c'è Palazzo Fiorina, un condominio rossiccio a tre piani con ricche decorazioni tra il liberty e il tardo-barocco e portici dai capitelli neoclassici. Fu sede dell'omonimo albergo.

Sotto i portici nacque la storica libreria Slavia, fondata da Alfredo Polledro, ritrovo di letterati come Edmondo De Amicis, Zino Zini e Piero Gobetti. De Amicis visse negli ultimi anni al numero 10 della via.

All'angolo con via Botero c'era la birreria Voigt, dove nel 1906 fu fondato il Torino Football Club. Sul lato opposto un palazzo neobarocco di Gilodi fu distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, sostituito dalla Torre Solferino.

La via è anche il palcoscenico dei grandi eventi cittadini: ha ospitato caroselli e sfilate in costume per il bicentenario e il tricentenario dell'assedio del 1706, e le sfilate di Gianduja e Giacometta per la festa di San Giovanni.

Da non perdere
• I portici del lato nord.
• Palazzo Bellia.
• La chiesa di San Tommaso.
• Palazzo Fiorina.

Lo sapevi?
• La via prende il nome da Pietro Micca, il soldato minatore dell'assedio di Torino del 1706.
• Torino aderì subito alla «Legge per Napoli» del 1885, che agevolava il risanamento dei centri antichi degradati.