Descrizione
La GAM, Galleria civica d'arte moderna e contemporanea, è il museo di arte dell'Ottocento e del Novecento di Torino, in via Magenta, nel quartiere Crocetta. Raccoglie oltre 47.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni e video, ed è raggiungibile con la metropolitana alla fermata Re Umberto.
Il museo è fatto per le grandi correnti: l'Ottocento di Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Giuseppe Pellizza da Volpedo, con Antonio Canova, poi il Futurismo di Giacomo Balla e Fortunato Depero, e De Chirico, Modigliani, Klee e Picasso.
Il percorso del Novecento prosegue con Felice Casorati, Carlo Levi e Pinot Gallizio e arriva a Lucio Fontana e ad Andy Warhol, con Antonio Mancini, Filippo de Pisis e Mario Tozzi. Le sale cambiano con gli allestimenti, organizzati negli anni per temi, come Veduta e Genere, e poi per percorsi come Infinito, Velocità, Etica e Natura.
Nei sotterranei si tengono importanti rassegne, e c'è una ricchissima videoteca. Fa parte della Fondazione Torino Musei, con Palazzo Madama e il MAO, il Museo d'Arte Orientale. Il museo ha anche una biblioteca, un archivio fotografico, laboratori didattici, una libreria e una caffetteria.
Fuori, l'opera all'aperto Anni Luce di Giulio Paolini, detta comunemente Arena Paolini, è al centro di «Parlare alla GAM», un programma partecipativo avviato nel 2016, in cui chi vuole può presentare un proprio progetto sull'opera.
Nel 1863 Torino fu la prima città italiana a promuovere una raccolta pubblica di arte moderna, con la fondazione del Museo Civico. Da quella collezione è nata la GAM, che dal 1895 ebbe sede in un padiglione in corso Siccardi.
Il padiglione fu distrutto dai bombardamenti angloamericani della Seconda guerra mondiale. Sullo stesso terreno, per volere del direttore Vittorio Viale, venne costruito un nuovo edificio, di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, inaugurato nel 1959.
Negli anni Ottanta il palazzo fu dichiarato inagibile e riaprì, dopo lunghi restauri, nel luglio 1993.
Il museo è fatto per le grandi correnti: l'Ottocento di Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Giuseppe Pellizza da Volpedo, con Antonio Canova, poi il Futurismo di Giacomo Balla e Fortunato Depero, e De Chirico, Modigliani, Klee e Picasso.
Il percorso del Novecento prosegue con Felice Casorati, Carlo Levi e Pinot Gallizio e arriva a Lucio Fontana e ad Andy Warhol, con Antonio Mancini, Filippo de Pisis e Mario Tozzi. Le sale cambiano con gli allestimenti, organizzati negli anni per temi, come Veduta e Genere, e poi per percorsi come Infinito, Velocità, Etica e Natura.
Nei sotterranei si tengono importanti rassegne, e c'è una ricchissima videoteca. Fa parte della Fondazione Torino Musei, con Palazzo Madama e il MAO, il Museo d'Arte Orientale. Il museo ha anche una biblioteca, un archivio fotografico, laboratori didattici, una libreria e una caffetteria.
Fuori, l'opera all'aperto Anni Luce di Giulio Paolini, detta comunemente Arena Paolini, è al centro di «Parlare alla GAM», un programma partecipativo avviato nel 2016, in cui chi vuole può presentare un proprio progetto sull'opera.
Nel 1863 Torino fu la prima città italiana a promuovere una raccolta pubblica di arte moderna, con la fondazione del Museo Civico. Da quella collezione è nata la GAM, che dal 1895 ebbe sede in un padiglione in corso Siccardi.
Il padiglione fu distrutto dai bombardamenti angloamericani della Seconda guerra mondiale. Sullo stesso terreno, per volere del direttore Vittorio Viale, venne costruito un nuovo edificio, di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, inaugurato nel 1959.
Negli anni Ottanta il palazzo fu dichiarato inagibile e riaprì, dopo lunghi restauri, nel luglio 1993.