Descrizione
Il Grattacielo Intesa Sanpaolo è la torre di vetro e acciaio disegnata da Renzo Piano nel quartiere Cit Turin, a due passi dal centro. Alto 167,25 metri, è la sede della banca e uno dei segni più moderni dello skyline torinese.
È una torre sottile, con una facciata a specchio che cambia colore con il cielo. Sei megacolonne bianche la attraversano da cima a fondo e si assottigliano salendo, perché più in alto c'è meno peso da reggere.
All'ultimo piano c'è la serra bioclimatica. Dentro ci sono 38 piani fuori terra, uffici, un auditorium e, al trentacinquesimo, un ristorante con la vista sulla città.
Fuori, nello spazio davanti alla torre, sta l'installazione La Totalità di Costas Varotsos. Il grattacielo sorge tra corso Inghilterra, corso Vittorio Emanuele II, via Cavalli e il giardino Nicola Grosa.
Venticinque centimetri. È quanto manca alla torre per raggiungere l'altezza della Mole Antonelliana. Non è un caso: il progetto, presentato nel 2007, prevedeva circa 200 metri, ma a Torino nessuno voleva superare il simbolo della città.
Seguirono anni di discussioni. Nacquero perfino comitati contrari, con lo slogan «Non grattiamo il cielo di Torino», e si parlò di un referendum cittadino. Alla fine l'altezza scese a 167,25 metri e i lavori partirono nel dicembre 2008.
Sotto la torre c'è una fondazione fatta di un unico blocco di cemento, spesso circa cinque metri: oltre 12.500 metri cubi, gettati in sole 84 ore senza mai fermarsi.
Il palazzo è pensato per consumare poco. L'acqua di falda serve a raffreddarlo d'estate, sulla facciata sud ci sono pannelli fotovoltaici e lamelle motorizzate regolano la luce naturale. Nel 2015 ha ottenuto la certificazione LEED Platinum e nel 2016 il sito Archdaily l'ha premiato come edificio dell'anno nella categoria uffici.
Fu inaugurato il 10 aprile 2015, con un costo finale intorno ai 300 milioni di euro, contro i 235 previsti all'inizio.
È una torre sottile, con una facciata a specchio che cambia colore con il cielo. Sei megacolonne bianche la attraversano da cima a fondo e si assottigliano salendo, perché più in alto c'è meno peso da reggere.
All'ultimo piano c'è la serra bioclimatica. Dentro ci sono 38 piani fuori terra, uffici, un auditorium e, al trentacinquesimo, un ristorante con la vista sulla città.
Fuori, nello spazio davanti alla torre, sta l'installazione La Totalità di Costas Varotsos. Il grattacielo sorge tra corso Inghilterra, corso Vittorio Emanuele II, via Cavalli e il giardino Nicola Grosa.
Venticinque centimetri. È quanto manca alla torre per raggiungere l'altezza della Mole Antonelliana. Non è un caso: il progetto, presentato nel 2007, prevedeva circa 200 metri, ma a Torino nessuno voleva superare il simbolo della città.
Seguirono anni di discussioni. Nacquero perfino comitati contrari, con lo slogan «Non grattiamo il cielo di Torino», e si parlò di un referendum cittadino. Alla fine l'altezza scese a 167,25 metri e i lavori partirono nel dicembre 2008.
Sotto la torre c'è una fondazione fatta di un unico blocco di cemento, spesso circa cinque metri: oltre 12.500 metri cubi, gettati in sole 84 ore senza mai fermarsi.
Il palazzo è pensato per consumare poco. L'acqua di falda serve a raffreddarlo d'estate, sulla facciata sud ci sono pannelli fotovoltaici e lamelle motorizzate regolano la luce naturale. Nel 2015 ha ottenuto la certificazione LEED Platinum e nel 2016 il sito Archdaily l'ha premiato come edificio dell'anno nella categoria uffici.
Fu inaugurato il 10 aprile 2015, con un costo finale intorno ai 300 milioni di euro, contro i 235 previsti all'inizio.