Porta Palatina

Porta Palatina

Piazza Cesare Augusto, 15. (Apri Mappa)

Descrizione

La Porta Palatina è l'antica porta nord di Torino romana, ai margini di piazza Cesare Augusto: due torri a sedici lati e una facciata di mattoni rossi con quattro varchi. È la principale testimonianza archeologica della Torino romana e una delle porte del I secolo a.C. meglio conservate.

Le due torri, alte più di trenta metri, hanno la base quadrata e il corpo a sedici facce. Solo la torre di destra e il corpo centrale sono romani: l'altra fu ricostruita nel 1404, insieme ai merli da fortezza medievale.

La facciata ha due grandi passaggi per i carri e due più piccoli per i pedoni, con file di finestre ad arco sopra. Dietro c'era un cortile quadrato, ora ridotto a resti, dove si fermava chi entrava.

Davanti alla porta resta un pezzo del selciato romano, con i solchi lasciati dalle ruote dei carri. Le statue di Augusto e di Giulio Cesare sono copie in bronzo, risalenti al restauro del 1934.

Accanto alla porta si visitano i resti del teatro romano e il parco archeologico, inaugurato nel 2006: qui duemila anni fa entrava in città chi arrivava da Milano o da Pavia.

Il nome Palatina è successivo ai Romani e viene da Porta Palatii, forse per la vicinanza al palazzo dei re longobardi. Nell'XI secolo la porta fu trasformata in fortezza e nel Medioevo era chiamata anche Porta Doranea, dal fiume Dora.

Nel Settecento il rinnovamento della città voluto da Vittorio Amedeo II prevedeva di demolirla. La salvò l'ingegner Antonio Bertola, che convinse il duca a conservarla: da allora le torri servirono da carcere e da istituto di reclusione femminile.

All'inizio del Novecento Alfredo d'Andrade la liberò delle aggiunte dei secoli, e un nuovo restauro seguì tra il 1934 e il 1938. Fino agli anni Settanta, sotto i varchi passavano ancora le automobili.