Descrizione
I Giardini Reali sono il grande giardino dietro il Palazzo Reale, nel centro storico di Torino, tra piazza Castello e corso San Maurizio. Si entra da piazza Castello, passando per il palazzo. Sono una pausa verde tra viali, statue e fontane, alle spalle anche del Palazzo del Governo e dell'Armeria Reale.
La parte vicina al palazzo è recintata, quella inferiore è pubblica. Sono un posto adatto a chi visita il Palazzo Reale e vuole vedere il suo prolungamento naturale, ma anche a chi cerca un angolo di quiete a due passi da piazza Castello.
L'aspetto dei giardini si deve in gran parte ad André Le Nôtre, già al lavoro a Versailles per il Re Sole. A realizzare i suoi progetti fu un certo De Marne, a fine Seicento, con giochi d'acqua e prospettive fiorite.
Al centro della parte recintata c'è la Fontana dei Tritoni, o delle Nereidi: una vasca di marmo bianco con una Nereide, ninfa marina, circondata dai Tritoni, i figli di Poseidone, e da dodici statuette di creature metà umane e metà acquatiche. È opera dello scultore di corte Simone Martinez, del 1765-1768.
Nel parco si incontrano le statue settecentesche delle Quattro Stagioni e grandi vasi celebrativi arrivati dalla Reggia di Venaria Reale. Più tardi, per volontà di Vittorio Emanuele II, si aggiunsero i marmi di Amedeo VI di Savoia, Vittorio Amedeo I e Vittorio Amedeo II.
Nella parte bassa, pubblica, sorge il monumento al carabiniere, del 1933, dichiarato monumento nazionale, all'incontro dei viali I Maggio e dei Partigiani.
La loro storia comincia nel 1563, quando Emanuele Filiberto portò la capitale a Torino. Allora erano all'estremo margine della città e si ispiravano alle grandi regge europee e alle ville medicee, con eleganti giardini di idea toscana. Lo splendore vero arrivò a fine Seicento.
Poi vennero le spoliazioni e i saccheggi del periodo napoleonico. Il degrado finì nel 1805, quando il giardino fu nominato Parco Imperiale. Quando la capitale partì per Firenze, il giardino perse importanza. I lavori di restauro delle mura e della fontana sono terminati nel 2021.
La parte vicina al palazzo è recintata, quella inferiore è pubblica. Sono un posto adatto a chi visita il Palazzo Reale e vuole vedere il suo prolungamento naturale, ma anche a chi cerca un angolo di quiete a due passi da piazza Castello.
L'aspetto dei giardini si deve in gran parte ad André Le Nôtre, già al lavoro a Versailles per il Re Sole. A realizzare i suoi progetti fu un certo De Marne, a fine Seicento, con giochi d'acqua e prospettive fiorite.
Al centro della parte recintata c'è la Fontana dei Tritoni, o delle Nereidi: una vasca di marmo bianco con una Nereide, ninfa marina, circondata dai Tritoni, i figli di Poseidone, e da dodici statuette di creature metà umane e metà acquatiche. È opera dello scultore di corte Simone Martinez, del 1765-1768.
Nel parco si incontrano le statue settecentesche delle Quattro Stagioni e grandi vasi celebrativi arrivati dalla Reggia di Venaria Reale. Più tardi, per volontà di Vittorio Emanuele II, si aggiunsero i marmi di Amedeo VI di Savoia, Vittorio Amedeo I e Vittorio Amedeo II.
Nella parte bassa, pubblica, sorge il monumento al carabiniere, del 1933, dichiarato monumento nazionale, all'incontro dei viali I Maggio e dei Partigiani.
La loro storia comincia nel 1563, quando Emanuele Filiberto portò la capitale a Torino. Allora erano all'estremo margine della città e si ispiravano alle grandi regge europee e alle ville medicee, con eleganti giardini di idea toscana. Lo splendore vero arrivò a fine Seicento.
Poi vennero le spoliazioni e i saccheggi del periodo napoleonico. Il degrado finì nel 1805, quando il giardino fu nominato Parco Imperiale. Quando la capitale partì per Firenze, il giardino perse importanza. I lavori di restauro delle mura e della fontana sono terminati nel 2021.